La flotta fantasma russa o come Mosca aggira le sanzioni sul petrolio

Dall’invasione dell’Ucraina, la Russia è stata bersaglio di una serie di severe sanzioni economiche da parte dei paesi occidentali, in particolare dell’Unione Europea. Tra le misure più rigorose, il tetto ai prezzi del petrolio e le restrizioni all’esportazione hanno colpito direttamente l’economia russa con l’obiettivo di indebolirla e, di conseguenza, ridurre la potenza militare del Cremlino. Tuttavia, nonostante questi sforzi internazionali, Mosca ha trovato il modo di mantenere il flusso dei suoi idrocarburi grazie ad un’armata di navi poco controllate e spesso anonime, che i giornalisti chiamano “flotta fantasma”.

La flotta “fantasma”: un’armata nascosta per aggirare le sanzioni

Dall’implementazione delle sanzioni nel 2022, le esportazioni di petrolio e gas della Russia sono state colpite da tetti ai prezzi e divieti di trasporto. I paesi del G7, l’Unione Europea e l’Australia hanno imposto un prezzo massimo di 60 dollari al barile per le spedizioni russe, con sanzioni che minacciano qualsiasi vettore o assicuratore che non rispetti questo limite.

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