Piano Mattei, svolta storica: l’Italia guida il nuovo patto con l’Africa

Piano Mattei, svolta storica: l’Italia guida il nuovo patto con l’Africa

Il Piano Mattei è determinante, come ha più volte detto e ripetuto la nostra premier, Giorgia Meloni. Aveva ragione. La speranza del futuro dell’Europa passa dal rapporto con l’Africa, che crescerà come produttore di materie prime. Ma l’Europa, e l’Italia, hanno un grande debito di riconoscenza e di doveri verso l’Africa. Una terra che non deve più essere depredata, come ancora vogliono fare potenze ostili alla sua crescita, come al suo sviluppo culturale, sociale, politico, civile, ma che dobbiamo aiutare a sviluppare, in un rapporto tra pari e non tra diseguali.

Lo dico da tempo e, da tempo, sono tra i più appassionati e convinti sostenitori del ‘piano Mattei’ per l’Africa che, già da anni, il governo italiano ha lanciato. Prima nell’irrisione e poi nell’indifferenza, o nella aperta ostilità, di tanti soloni (partiti politici e intellettuali) che, a parole, citano l’Africa e che, poi, però, non hanno mai fatto nulla, in anni e decenni. Ma il tempo e i fatti, spesso, si mostrano veri galantuomini.

Oggi, la nostra presidente del Consiglio e la presidente della Commissione Ue hanno presieduto insieme i lavori del vertice sul “Piano Mattei” a Villa Doria Pamphilij. Un vertice importante, cruciale, per non dire ‘storico’, non solo per le sue decisioni concrete (un miliardo e mezzo di euro stanziati), ma perché cade in mezzo a guerre aperte e crisi internazionali drammatiche che sconvolgono il Mondo.

Non sembri un paradosso, ma proprio davanti agli sconvolgimenti attuali, portare l’attenzione, e i riflettori, della comunità internazionale su un tema e un continente come l’Africa che, a occhi superficiali, appare oggi silente, è decisivo. L’Italia, e il suo governo, grazie alla testardaggine e alla capacità di convinzione e persuasione di Giorgia Meloni, sono riusciti a far diventare, proprio grazie al piano Mattei, l’Africa centrale nel dibattito politico, geopolitico, sociale, economico mondiale. Grazie a alla sensibilità e acume del presidente Von der Layen, la commissione Ue ha sposato il nostro ‘piano Mattei’.

Oggi, quel piano, che fino a pochi anni fa poteva apparire, ad occhi ed orecchie sorde e cieche davanti all’Africa, al netto di parole retoriche e moralistiche sull’accoglienza, che nessuno vuole, ovviamente, negare, è diventato realtà, oltre che un punto centrale dell’agenda dell’intera Unione. Come ha detto oggi la Meloni, “la nostra intenzione è di offrire risposte concrete e cambiare il metodo nei rapporti con l’Africa, il continente dove si gioca il nostro futuro”.

L’approccio italiano e, da oggi, anche quello europeo, è chiaro e sta nel cambio di metodo dei rapporti con l’Africa che passa non solo dalle risorse materiali (risorse tra Stati, sviluppi virtuosi tra imprese, difesa, sicurezza), ma pure da quelle immateriali (tecnologia, AI, digitale, cultura, arte). Per usare le parole della premier: ”Rispetto, responsabilità e visione”. Penso che tutti gli italiani, e gli europei, sapranno riconoscere la bontà dei nostri sforzi e dei nostri obiettivi”.

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