Il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, incentrato sulla separazione delle carriere dei magistrati, ha attraversato nelle ultime ore una fase di forte incertezza istituzionale. La Corte di Cassazione ha accolto il nuovo quesito referendario presentato dal Comitato dei 15 giuristi promotori della raccolta di oltre 500mila firme, imponendo l’integrazione del testo con l’indicazione esplicita degli articoli della Costituzione oggetto di modifica. Una scelta che, almeno in teoria, avrebbe potuto comportare l’adozione di un nuovo decreto di indizione del referendum e il conseguente riavvio dei cinquanta giorni di campagna previsti dalla legge, aprendo così la strada a un possibile slittamento della data del voto.
Il nodo giuridico del quesito riformulato
L’integrazione riguarda gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione, che verrebbero modificati dalla legge di revisione costituzionale approvata dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il …
