Aggressioni e omicidi, il filo rosso delle espulsioni mancate: killer e violenti non dovevano essere in Italia

Aggressioni e omicidi, il filo rosso delle espulsioni mancate: killer e violenti non dovevano essere in Italia.

Da Roma a Milano e Bologna, una scia di sangue che riapre il nodo sicurezza: soggetti espulsi o irregolari liberi di circolare nelle città

Due aggressioni feroci a Roma, un femminicidio a Milano e l’omicidio di un capotreno a Bologna. Episodi diversi, luoghi diversi, ma un elemento comune che emerge con forza dalle indagini: gli aggressori e i killer non avrebbero dovuto trovarsi in Italia, perché già colpiti da provvedimenti di espulsione o allontanamento, mai eseguiti.

Una sequenza di fatti di sangue che riaccende il dibattito sulla sicurezza urbana, sulla gestione dell’immigrazione irregolare e sull’efficacia reale dei provvedimenti amministrativi, che sulla carta esistono, ma nei fatti restano spesso lettera morta.

Roma, doppia aggressione a Termini: funzionario ministeriale in fin di vita

È in prognosi riservata, intubato nel reparto di terapia intensiva del Policlinico …

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