Femminicidio, il Senato approva all’unanimità il nuovo reato autonomo: soddisfazione di Giorgia Meloni.

Femminicidio, il Senato approva all’unanimità il nuovo reato autonomo: soddisfazione di Giorgia Meloni.

Roma, 23 luglio 2025 – Una giornata storica per la lotta contro la violenza di genere in Italia. Il Senato ha approvato all’unanimità il disegno di legge presentato dal Governo che introduce nel codice penale italiano il reato autonomo di femminicidio. Una misura fortemente voluta dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, che ha espresso grande soddisfazione per il voto compatto dell’Aula.

Con questo provvedimento, l’Italia si colloca tra i primi Paesi al mondo ad adottare un simile strumento legislativo, segnando un cambio di passo concreto nella tutela delle donne e nel contrasto a una delle emergenze sociali più drammatiche del nostro tempo.

Meloni: “Uniti contro una piaga intollerabile”

In una nota ufficiale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso parole di apprezzamento per il clima di collaborazione che ha accompagnato l’iter in Senato:

“Accolgo con particolare soddisfazione l’approvazione all’unanimità, in Senato, del disegno di legge di iniziativa governativa che punta ad introdurre il delitto di femminicidio come reato autonomo nel nostro ordinamento. L’Italia è tra le prime Nazioni a percorrere questa strada, che siamo convinti possa contribuire a combattere una piaga intollerabile.”

Meloni ha inoltre ringraziato tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, per il contributo unitario alla proposta:

“Ringrazio tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, per aver sostenuto compattamente questa proposta e per aver contribuito a migliorarla.”

Il testo ora passa alla Camera dei Deputati, dove si auspica un iter altrettanto rapido per giungere all’approvazione definitiva.

Perché un reato autonomo di femminicidio?

Fino ad oggi, il femminicidio non era riconosciuto nel diritto italiano come reato autonomo, ma rientrava in altre fattispecie come omicidio aggravato. Con l’introduzione di un articolo specifico, il legislatore mira a rendere visibile e riconoscibile la matrice di genere che sta dietro molti crimini contro le donne, garantire pene più severe e proporzionate rispetto alla gravità del gesto e alla sua portata sociale, incentivare la prevenzione e il monitoraggio di situazioni a rischio e rafforzare la tutela delle vittime e l’intervento precoce da parte delle forze dell’ordine e della magistratura.

Il femminicidio, in questa nuova configurazione, si riferisce esclusivamente all’uccisione di una donna in quanto tale, spesso all’interno di relazioni familiari o affettive, in un contesto di controllo, possesso o violenza reiterata.

Una risposta istituzionale a un’emergenza nazionale

L’approvazione del nuovo reato è dunque letta come un segnale forte e simbolico, ma anche uno strumento giuridico concreto, che potrà rafforzare l’azione repressiva e preventiva delle istituzioni.

Verso l’approvazione definitiva

Dopo il voto unanime del Senato, il disegno di legge dovrà ora essere esaminato e votato dalla Camera dei Deputati. Il Governo auspica un iter rapido e senza ostacoli, per arrivare all’approvazione definitiva.

Meloni ha concluso la sua dichiarazione con un auspicio condiviso da gran parte dell’opinione pubblica:

“Ora il testo passa alla Camera e mi auguro che l’iter possa concludersi rapidamente.”

L’introduzione del reato autonomo di femminicidio rappresenta una svolta normativa e un passo in avanti fondamentale nella lotta alla violenza di genere. È un segnale di civiltà, ma anche una risposta istituzionale concreta a una ferita ancora aperta nella società italiana. L’unanimità del voto in Senato testimonia una consapevolezza trasversale che va oltre le appartenenze politiche: la tutela delle donne è una priorità comune.

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