L’Italia parteciperà in qualità di Paese osservatore alla prima riunione convocata a Washington del Board of Peace, organismo promosso dall’amministrazione statunitense per discutere la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza. A rivendicare la decisione del governo è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo alla Camera: restare fuori, ha sostenuto, sarebbe “politicamente incomprensibile” e perfino in frizione con la “lettera e lo spirito” dell’articolo 11 della Costituzione, perché il ripudio della guerra impone di presidiare i tavoli che puntano a comporre i conflitti.
Il richiamo alla Costituzione: perché Tajani cita l’art. 11
Il passaggio costituzionale è diventato il perno della linea difensiva della Farnesina: l’adesione piena al Board, nella lettura del ministro, aprirebbe un terreno più scivoloso; la formula dell’osservatore, invece, sarebbe una “soluzione equilibrata” che consente di essere presenti senza oltrepassare i vincoli interni e mantenendo il coin…
