Un passo dopo l’altro, seguendo le tracce lasciate nel paesaggio e perfino nei denti. La mobilità delle antiche popolazioni umane potrebbe essere stata ricostruita con una precisione mai raggiunta prima grazie a un nuovo metodo sviluppato da un team internazionale coordinato dalla Sapienza Università di Roma. Lo studio, pubblicato sul Journal of Archaeological Science, apre nuove prospettive nello studio delle migrazioni del passato, combinando chimica isotopica, archeologia e sofisticate simulazioni digitali dei percorsi a piedi.
Per decenni gli archeologi hanno cercato di comprendere come uomini, donne e bambini si spostassero tra territori diversi migliaia di anni fa. Le domande sono rimaste sempre le stesse: da dove arrivavano? Perché si spostavano? Seguivano rotte commerciali, cercavano risorse o fuggivano da cambiamenti ambientali?
Oggi, grazie all’integrazione di nuove tecnologie e strumenti scientifici, alcune di queste risposte iniziano a emergere con una chiarezza sorprendent…
