Sono trascorsi dieci anni dalla notte del 24 agosto 2016, quando alle 3.36 una violentissima scossa di terremoto di magnitudo 6 colpì il cuore dell’Appennino centrale, con epicentro nell’area compresa tra Accumoli, in provincia di Rieti, e Arquata del Tronto, nell’Ascolano. Il sisma provocò 299 vittime, 365 feriti e decine di migliaia di sfollati, devastando interi centri abitati tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo e aprendo una delle emergenze sismiche più lunghe e complesse della storia recente italiana.
Amatrice, il simbolo della devastazione e della memoria
Tra i territori colpiti, Amatrice divenne il simbolo della tragedia, con il centro storico e numerose frazioni investiti dalla forza distruttiva della scossa. Dieci anni dopo, la cittadina del Reatino torna a essere il cuore delle commemorazioni nazionali, in una giornata nella quale il ricordo delle persone che persero la vita si intreccia inevitabilmente con il tema della ricostruzione, ancora in corso, e con il futuro dell’in…
